L’Istmo dei Due Mari

L’istmo dei Due Mari si estende nel  territorio della provincia di Catanzaro  fra il Golfo di S.Eufemia e il  Golfo di Squillace. L’istmo dei Due Mari è  Il punto in cui la lunga penisola italiana diventa più stretta  ed il passaggio fra le due coste è più facile.

La distanza che separa la costa tirrenica da quella ionica è soltanto di 35 chilometri. Aristotele riteneva che,  ai suoi tempi,  bastasse una giornata di cammino per percorrerla.
Il geografo Strabone del I secolo d.C.  racconta che Dionisio di Siracusa, dopo aver distrutto Caulonia, Ipponio e Reggio e avere affidato il territorio di Scylletion ( l’antica Squillace) a Locri,  avrebbe voluto anche costruire una cinta muraria lungo l’istmo.

L’istmo calabrese dei Due Mari è circondato da colline e montagne dalle quali puoi godere di una vista sconfinata verso il mar Tirreno e il mar Ionio; nelle giornate più terse è possibile vedere anche le isole Eolie e addirittura l’Etna.

La vista sui due mari Ionio e Tirreno ha richiamato, fin dall’antichità, l’attenzione su questa terra, dove abitò il re Italo e approdò Ulisse dopo il suo secondo naufragio se vogliamo seguire la tesi sostenuta dallo studioso tedesco Armin Wolf nella sua lettura dell’Odissea omerica.

Sui monti Mancuso e Reventino sono ospitate moltissime attività ricettive agrituristiche e alberghiere. La montagna della provincia offre paesaggi montani e la possibilità di praticare sport invernali.

La Sila Piccola è attraversata dalla ferrovia che è diventata attrattiva turistica,

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il trenino delle ferrovie della Calabria, parte da Catanzaro ed attraversa i paesaggi presilani e silani oltre ai piccoli centri montani.

Tra i centri storici più interessanti segnaliamo :
Catanzaro con moltissimi esempi di architettura religiosa;
Taverna con le chiese ed il museo con i dipinti del natio Mattia Preti, centro arroccato in altura con architettura tipica medievale.
Qui si può visitare uno straordinario Il Museo Civico di Taverna che ospita i quadri di Gregorio Preti e Mattia Preti; Giovan Battista Spinelli, Antonio e Giovanni Sarnelli, Mario Minniti, Antonio De Bellis; Mimmo Rotella.

A Roccelletta di Borgia si estende l’area archeologica di città nata greca sotto il dominio di Kroton e successivamente conquistata dai romani che ne hanno fatto un centro urbano di notevole interesse. Sono visibili il teatro, numerose statue a grandezza naturale, adiacente al sito la più grande basilica bizantina normanna della Calabria, attualmente in fase di restauro.

A Lamezia è possibile godere delle acque termali di Caronte, terapeutiche e conosciute anche al tempo dei romani, a cui si aggiungono il Castello Normanno Svevo di Nicastro, l’abbazia Benedettina di S.Eufemia, gli scavi archeologici di Iardini di Renda dove si ipotizza sia sorta la colonia greca  di Terina. Recenti scavi testimoniano della grande estensione territoriale della città, di intensa attività economica testimoniata dal ritrovamento di numerose monete, della messq in luce di strade e tracce delle fondamenta degli abitati.

 

Il mare più bello e caratteristico della provincia di Catanzaro, senza alcun dubbio, è la striscia di rocce e poi sabbia bianca e fine di Pietragrande, Copanello, Soverato, Badolato fino all’estremo sud della provincia jonica, a nord le spiagge di Sellia.
Fra  le spiagge più belle sul Tirreno troviamo Gizzeria, dove ogni anno per il particolare spirare dei venti nel Golfo di S.Eufemia  si svolgono i campionati internazionali di kitesurf.

Falerna con gli infiniti panorami,  Nocera Terinese città d’arte. 

Il  territorio dell’istmo  è stato popolato dall’uomo fin dai tempi più remoti, sono numerosissime le tracce archeologiche delle varie epoche:

  • paleolitico (l’ascia di pietra levigata conservata nel Museo Pigorini di Roma, le tombe scoperte a Girifalco e quelle con la probabile officina di lavorazione delle selci di Squillace, i manufatti di Donnopetro sotto Tiriolo e scoperta più recente quella l’archeologo lametino Dario Leone nei pressi della località Balzano, di cui rimane traccia  nei gradoni e nelle pietre del luogo  e nei reperti conservati nel museo di Lamezia Terme ) ;
  • neolitico (il sito fu identificato nei primi anni Settanta dall’archeologo A.J Ammerman nella piana di Curinga, dove fra le dune costiere sono emerse circa 40 strutture abitative e una abbondante industria litica di ossidiana e di ceramica);
  • età greco-romana (Sito archeologico dell’antica colonia greca di Skylletion con le successive sovrapposizioni romane dell’età nerviana in particolare l’ampio teatro, sito archeologico di Iardini di Renda in cui è stata ipotizzata la presenza della colonia crotoniate di Terina,  senatus condsultum De Bacchanalibus del 186 a.c. rinvenuto a Tiriolo nel palazzo del principe Giovan Battista Cigala  e ora conservato nel Museo di Vienna, le tante ville romane fra cui quella del IV secolo d.C. rinvenuta in località Pian delle Vigne di Falerna)
  • medioevo con le sue abbazie ( L’abbazia di Corazzo fondata dai benedettini nell’ XI secolo d.C. e successivamente cistercensi nel XII secolo, La Chiesa abbaziale di Santa Maria della Roccella   adiacente al sito archeologico di Skylletion, l’abbazia benedettina  di S. Eufemia, vicina al sito archeologico su cui si pensa sia sorta Terina e i suoi imponenti castelli costruiti dai Normanni e ristrutturati successivamente dagli Svevi, Angioini, Aragonesi (Il castello di Nicastro, il castello di Maida, il castello di Squillace e a Nord lungo la sponda del Tirreno ma in terreno più interno e impervio il Castello di Cleto)

L’archeologia costituisce un vero e proprio logo per il territorio dell’istmo. Una particolare attrazione, soprattutto nei turisti di origine nord europea, possono essere le abazie e i castelli medievaliu, disegnando un vero e proprio itinerario sulle tracce lasciate dai Normanni e dagli Svevi su territorio.